Clinica Veterinaria della Tuscia
di Dr. Stephan Ziegler & Dr. Elvira Malfi

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Leishmaniosi

Leishmaniosi

COS’È: è una malattia parassitaria a decorso cronico caratteristica del cane, ma trasmissibile anche all’uomo, che a volte può essere asintomatica ed a volte può evolvere in malattia sintomatica, in base alla risposta immunitaria del soggetto.

 

CAUSE: La malattia è trasmessa dalla puntura di un insetto, il flebotomo o pappataceo, attivo da marzo ad ottobre, che punge i cani nelle ore crepuscolari (alba e tramonto) e la notte. La femmina dell’insetto con la sua puntura trasmette il parassita responsabile della Leishmaniosi, un protozoo, che dal sito di inoculazione viene diffuso nell’organismo da cellule del sistema immunitario. Risultano colpiti prevalentemente cani adulti, senza distinzione di sesso o razza, soprattutto quelli che vivono all’aperto.

 

SINTOMI: la Leishmaniosi può coinvolgere diversi apparati o organi e per questo si manifesta con sintomi molto vari, conseguenti ad una esacerbata risposta immunitaria da parte dell’organismo dell’animale infetto. Molto frequentemente si osservano dimagrimento, nonostante l’appetito sia mantenuto; facile affaticabilità del cane; lesioni della pelle come forfora, croste, noduli ed ulcere; perdita del pelo (soprattutto intorno agli occhi, sulle orecchie e sul muso); lesioni oculari (cheratocongiuntivite, uveite); allungamento delle unghie; zoppia e tumefazioni articolari; perdita di sangue dal naso, febbre, ingrossamento dei linfonodi.

Molto spesso si riscontano alterazioni dei valori renali, epatici e degli elementi cellulari del sangue (anemia, piastrinopenia).

 

DIAGNOSI: la diagnosi di Leishmaniosi si basa sull’integrazione dei dati ottenuti dall’anamnesi, dall’esame clinico, e dai risultati degli esami di laboratorio che comprendono: emocromo, profilo biochimico completo, elettroforesi, esame delle urine con rapporto PU/CU, LFAT per la ricerca di anticorpi anti-leishmania; e sull’esecuzione di aspirati da linfonodi ingrossati, lesioni cutanee, da aspirati di midollo osseo (il prelievo del midollo si esegue con il cane in sedazione ed è un intervento che non richiede ricovero), nonché da prelievi dal liquido sinoviale e dal liquido cefalorachidiano, su cui viene effettuato un esame citologico, ed in caso di negatività, viene ricercato il DNA del parassita mediante tecnica PCR .

 

Oggi, in base ai sintomi clinici ed ai risultati di laboratorio, vengono distinte quattro categorie:

- animali negativi (assenza di sintomi clinici e negatività ai test IFAT e PCR)

- animali “esposti” (assenza di sintomi clinici e negatività alla PCR, ma positivi all’IFAT con titolo medio-basso). In questo caso la positività indica che c’è stata una esposizione pregressa dell’ospite al parassita, tipico di soggetti che vivono in zone dove è stata accertata la presenza del vettore. Tutti questi soggetti vanno monitorati nel tempo per valutare una modificazione del loro titolo anticorpale.

- animali infetti (animali in cui è stata riscontrata la presenza del parassita, quindi positivi a PCR o IFAT, in assenza di sintomi clinici e di alterazioni degli esami di laboratorio).

- animali malati (presenza di uno o più segni clinici di malattia associati a positività a PCR e IFAT). Un soggetto infetto può essere definito malato anche se, in assenza di segni clinici rilevabili, mostra alterazioni ematologiche, ematobiochimiche ed urinarie riferibili a leishmaniosi in atto (quindi positività a test PCR e/o IFAT).

Data la frequente presenza di infezioni opportunistiche concomitanti a Leishmaniosi, è sempre consigliabile, in caso di alterazioni ematologiche ed elettroforetiche, effettuare test IFAT per le malattie trasmesse da zecche (Rickettia rickettsii, Ehrlichia canis).

 

TERAPIA: La terapia prevede l’utilizzo dell’antimoniato di N-metilglucamina sotto forma di due iniezioni quotidiane per un ciclo di 45-60 giorni associato alla somministrazione per bocca di allopurinolo, due volte al giorno, per circa un anno. Il termine per la terapia iniettiva è la normalizzazione del tracciato elettroferitico che si ottiene in 45-60 gg in base alla risposta del sistema immunitario del soggetto. Lo stato dell’animale, una volta finita la terapia, deve essere controllato periodicamente (ogni 6-12 mesi) con esami del sangue.

Da poco tempo anche in Italia è stato commercializzato un nuovo farmaco per la cura della Leishmaniosi canina: le Miltefosine (Milteforan). Il loro utilizzo avviene con una unica somministrazione giornaliera per bocca per 28 giorni consecutivi, sempre associato all’ allopurinolo per un anno. L’ utilizzo ad ampio spettro delle miltefosine deve essere ancora sottoposto a studi più dettagliati, per cui, per ora, ne è consigliatbile l’uso in quei rari casi di intolleranza alla terapia iniettiva.

 

ATTENZIONE. i cani non contagiano l’uomo, è sempre l’insetto a trasmettere la malattia tramite la puntura; inoltre il tipo di Leishmania presente nel nostro paese è pericoloso per l’uomo solo in rari e particolari casi.

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